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29/11/2018
Fuoco dell’Avvento, mercatino e festa della tradizione natalizia a Roccamontepiano.
Domenica 2 dicembre si rinnova la tradizione dell'Avvento in paese.

Quella dei fuochi invernali segnano, anche nella tradizione abruzzese, il periodo che si avvicina al solstizio del 21 dicembre.

Tra riti pagani e culto cristiano, i falò di questo periodo hanno incarnato nella vita agro pastorale del territorio pedemontano della Majelletta, un profondo legame con gli aspetti benefici del fuoco purificatore.

Nell’area ai piedi della montagna sacra si diramano due fondamentali tradizioni a cui  si è legata la vita contadina roccolana.

Non è un caso che Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e del fuoco, si festeggia alla vigilia del 17 gennaio con l’accensione, anche in paese, di fuochi purificatori come le "farchie".

La seconda invece avviene il 23 giugno con i fuochi di San Giovanni Battista (solstizio d’estate).

Con il fuoco dell’Avvento si apre il periodo dell’attesa, del continuo accorciarsi delle giornate ed il fuoco accompagna ci aiuta a superare ed esorcizzare la fina di un ciclo.

In altre realtà limitrofe vi sono i “focaracci dell’Immacolata” dell’8 dicembre.

La prima domenica dell’Avvento, qui a Roccamontepiano, si apre l’attesa e la nascita di Gesù secondo i canoni della ritualità liturgica cristiana.

Insomma il fuoco come viatico purificatore per il periodo dell’attesa per poi celebrare la rinascita del sole con il solstizio d’inverno e la ciclicità della stagione nuova che riparte con il “Sole Invictus” e le giornate che torneranno a riallungassi fino al 21 giugno.

Insomma, sacro e profano incrociano anche in questa festività roccolana i propri caratteri aggiungendo al falò in piazza  le radici di una vera e propria festa popolare e tradizionale con tanto di gastronomia invernale, mercatino, dolciumi, suono di zampogne e banda musicale.

Per molti aspetti una festa spontanea senza molti clamori che però, negli ultimi anni, ha roteai vigore grazie all’esposizione di piccoli produttori di artigianato artistico ma anche di deliziosi prodotti enogastronomici come salumi, formaggi, miele, olio, tartufo, confetture e conservati, vino e l’immancabile vino cotto e mosto.

Quella che si svolgerà domenica 2 dicembre prossimo, nel centro del paese di Roccamontepiano sarà un consueto appuntamento legato a la presenza di Babbo Natale, con tanto di foto per i bambini ma anche tanto altro.

La comunità di Roccamontepiano apre, quindi, la festa dell’Avvento  con un ciclo natalizio a cui fanno riferimento molte altre tradizioni di fine ed iniziò anno.

vino e mosto cotto roccolano.

Un clima di attesa a cui partecipano le associazioni locali preparano una serie di tradizionali piatti come polenta, salsicce, arrosticini, pizza tradizionale e i dolci tra cui le “crispelle fritte e zuccherate” e le frittelle calde e bagnate nel mosto cotto.

All’imbrunire e dopo la messa delle ore 16 il celebrante e Parroco di Roccamontepiano, raggiungerà l’area vicino al santuario di San Rocco, accompagnato dallo zampognaro e qui avverrà la benedizione ed accensione del fuoco.

Anche l’aspersione dell’acqua santa rappresenta un atto propiziatorio legato alla vita, all’abbondanza della terra, prodiga di frutti e di messi favorevoli.

Lo svolgimento del più recente mercatino con la casa di Babbo Natale, gli zampognari, la musica itinerante della banda musicale arricchiscono e innovano la festività di dicembre.

(29/11/2018)
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Scheda del
Territorio
Provincia: Chieti
Estensione: 18,10 km²
Altitudine: 458 m s.l.m.
Numero Abitanti: 1813 al 8/10/2011
Densità: 103 ab/km²
Denominazione abitanti: Roccolani
Santo Patrono: San Carlo Borromeo